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PRIMO MAGGIO: APPELLO AI DIRITTI

La pioggia purtroppo non è mai stata molto amica del Concerto del Primo Maggio di Roma.
Eppure, nonostante le costanti intemperie che hanno accompagnato quasi tutto lo show, la piazza è gremita.
Tra file di ombrelli e teste colorate dai K-Way si apre la vista sul palco tanto ambito dagli artisti, la cui cima recita “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Ancora una volta, l’appuntamento al Primo Maggio: ancora una volta, l’appello ai diritti.

LA CONFERENZA STAMPA
È proprio con la frase iniziale dell’Articolo 1 della Costituzione Italiana (che compie 75 anni) che si apre la conferenza stampa del 30 aprile.
Ad iniziare sono i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil che introducono il tema del Diritto, partendo chiaramente da quello verso i lavoratori.
Dopo la presentazione della manifestazione a cura del patron Massimo Bonelli (iCompany) si passa per la presentazione del Dj Set che sarà curato da Ema Stokholma il giorno successivo tra le 19.00 e le 20.00.
Passando per la presentazione di Fabrizio Biggio, assolutamente presente e all’altezza del ruolo, si arriva ad Ambra Angiolini che snocciola più nel profondo il filo rosso che guiderà la manifestazione.

Sì, perché i Diritti che siano civili o sul tema del lavoro sono il focus dei messaggi di tutti gli artisti che, spiega la presentatrice, “quest’anno hanno scelto di non presentarsi ma di utilizzare quel tempo per dare dei messaggi sul tema”.

Ultima ma non ultima è Aurora (grande sostenitrice dei diritti LGBTQIA+), che sale in cattedra ribadendo ancor più forte le parole di Ambra Angiolini.

Così si conclude una mattinata tra soundcheck e qualche goccia di pioggia, aspettando il giorno seguente.

IL PRE-SHOW

Il ricordo di Lorenzo Parelli, morto a 18 anni nel suo ultimo giorno di alternanza scuola-lavoro, spezza la voce di Ambra e l’applauso di Piazza San Giovanni si percepisce commosso e di supporto.

È così che si apre la lunga giornata che vedrà alternarsi decine di artisti sul palco.

Ad aprire lo show si susseguono Wepro, Leo Gassman, Iside, Camilla Magli e Savana Funk.

In diretta su Rai3, invece, la prima voce che ascoltiamo è quella del collettivo L’Orchestraccia, che con “Bella Ciao” infiamma subito la folla.

Ginevra, Ciliari, gli energici Serendipity e il rapper Uzi Luke concludono dunque quello che potremmo chiamare volgarmente un “pre-show”.

IL CONTEST

Dalle 16 inizia ufficialmente la già annunciata pioggia, ma “the show must go on” e così tra Hermes (vincitore del premio Sicurezza Stradale in Musica) e il pop pieno di sfumature di Mille, che ha conquistato la piazza del Primo Maggio, arriva il momento di dare spazio ai tre finalisti del 1MNext : Etta, Maninni, Still Charles.

Sarà proprio quest’ultimo a conquistare tutti con la sua “Sotto Sotto” e a ritirare dunque il premio del vincitore consegnato da Massimo Bonelli.

Napoleone, Giuse The Lizia e il graffio dei Tropea scaldano del tutto un pubblico pronto ad accogliere le parole toccanti di Simone Avincola che ricorda il suo primo giorno da Rider sfiorando delle corde emotive che ci ricordano quanto nel mondo delle “sgomitate” siamo delle “palline in un grandissimo flipper”.

IL POMERIGGIO

I messaggi mandati, sui temi della sessualità, sui diritti civili, e sull’importanza di eliminare la precarietà dal paese sono senza dubbio al centro di un pomeriggio in cui la folla non ha di certo paura di mostrarsi e di urlare la propria presenza.

Sono in 300.000 infatti ad accogliere la squadra composta da : Epoque, Neima Ezza, Bnkr44, Gaia, Rose Villain, passando per il cantautorato di Paolo Benvegnù, Aiello, Wayne, Fulminacci, Il Tre per poi cantare tutti insieme i brani dei Baustelle, freschi di un nuovo disco che sarebbe uno sbaglio non ascoltare.

LA SERA

Tra i live di Levante e Matteo Paolillo, dopo 17 anni di assenza, ritorna sul palco del Primo Maggio Ligabue.

“Il Sale della terra” e “Urlando contro il cielo” sembrano due inni, una voce sola tra pubblico e artista che si abbraccia in un canto monolitico e che non accenna a terminare la sua magia emotiva che, in un certo senso, confluisce nella commossa stretta di mano tra il Liga e i genitori di Lorenzo Parelli.

Il bagno di folla per Ariete e Mr. Rain precede la parentesi internazionale tanto attesa.

La dolcezza di Aurora viene accolta con un boato che squarcia la notte di San Giovanni, tra un’energia strepitosa dell’artista e arrangiamenti pop difficile da fare passare inosservati.

Emma e Lazza suggellano questo momento “on fire” prima di un messaggio profondo, in cui la stessa Emma legge “Resta Viva” di Virgina Woolf.

Sono proprio queste parole ad introdurre lo show di Tananai seguito da Carl Brave.

IL FINALE

Carlo Rovelli non si risparmia e fa bene. Ricorda il business delle spese militari, ricorda che quel business fabbrica strumenti di morte per ucciderci l’un l’altro.

Rovelli tornerà sul palco prima del gran finale tirando in ballo l’attuale governo, sempre in modo impeccabile, con la giusta dose di rabbia e voglia di cambiamento.

Dopo aver fatto ballare la folla con Francesco Gabbani è la volta di Geolier che lascia poi spazio ai Coma Cose, sul palco vestiti come leoni perché “a volte il coraggio è una maschera come quella che indossiamo noi”.

L’intervento di Stefano Massini è sinceramente commovente: “Buon Primo Maggio, a te che un contratto vero non l’hai mai visto. E se sei donna come si fa? Nessuno assume una che rischia di andare in maternità”.

Dopo “Buon Primo Maggio” si torna ad un altro “Gigante” della musica : Piero Pelù.

Con la solita carica che lo contraddistingue si esibisce in un reggae insieme ad Alborosie per poi dedicare “El diablo” al presidente Mattarella.

Mara Sattei e Rocco Hunt chiudono lo show, ma tra loro uno degli interventi musicali più attesi : Johnson Righeira.

Sulle note di “Vamos a la Playa” e “L’estate sta finendo” si balla e si creano coreografie sotto palco degne di un carnevale di Rio, momento ancor più bello e di festa se a far da sfondo a queste immagini c’è la bandiera portata da Righeira che recita “Tutta la mia vita Unionista Antifascista”, citando l’episodio dei tifosi della squadra belga Union Saint-Gilloise in cui fu fatta togliere dalle barriere dello stadio tale bandiera perché considerata provocatoria.

CONCLUSIONI

Ambra ineccepibile. Una conduzione che si riconferma studiata e all’altezza della manifestazione. Biggio sembra a suo agio nel ruolo e per noi è promosso.

Una rapida considerazione : artisticamente parlando, nonostante la buonissima riuscita del Concertone, si è respirato qualche malumore, sia nella scelta della scaletta, sia nei messaggi proposti dalla GenZ.

Giusto o sbagliato? Non c’è una verità. Sono generazioni che parlano in modo diverso, hanno urgenze diverse e di certo, come ha detto Ambra in conferenza stampa, “non possiamo sempre aspettarci i Guccini e i De Gregori. Le generazioni cambiano e oggi questa generazione dice delle cose importanti. Sta a noi il compito di decodificare i messaggi.”

La speranza è che questi messaggi di ribellione possano essere rispettati in primis dal lavoro dei sindacati che lo slogan lo creano.

Con l’augurio di una forma mentis più adatta ai diritti delle Persone, confidiamo in un prossimo Primo Maggio all’altezza di queste promosse e citate nuove aspettative.

A cura di Luca Frugoni

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