Caparezza: Orbit Orbit

Con la pubblicazione di “Orbit Orbit” (recente vincitore del Premio Tenco 2026 come miglior album in assoluto), Caparezza firma il suo capitolo discografico più ambizioso e spiazzante. Se la precedente trilogia (Prisoner 709, Exuvia e lo stesso percorso che lo ha portato fino a qui) era focalizzata sulla fuga dalle gabbie mentali e sul cambiamento personale, questo nono album in studio decide di varcare i confini terrestri.
Non si tratta però di una semplice evasione fantascientifica, ma di un viaggio transmediale speculare, sviluppato in simbiosi con un volume a fumetti edito da Sergio Bonelli Editore.
Dal punto di vista prettamente sonoro, l’album si stacca parzialmente dalle chitarre e dalle atmosfere rock-cinematiche del passato recente. La produzione predilige un’elettronica retrò e analogica, che evoca la fantascienza cinematografica degli anni ’70 e ’80.
Il flusso ritmico rimane ancorato a un hip hop alternativo e colto, ma si apre a soluzioni strutturali vicine al progressive.Canzoni come Io sono il viaggio dimostrano che la capacità dell’artista di confezionare ritornelli incisivi è intatta, mentre tracce più sperimentali come Darktar o Pathosfera avvolgono l’ascoltatore in un’atmosfera sospesa e quasi ipnotica.
Il fulcro lirico del disco non è più la rabbia politica o la satira sociale dei primi anni di carriera (Verità Supposte, Il Sogno Eretico), bensì una profonda e matura accettazione del proprio vissuto.
In Comic Book Saved My Life, uno dei momenti più intimi della sua intera discografia, Michele Salvemini racconta come il disegno e le storie illustrate siano stati i suoi veri compagni di salvataggio durante le difficoltà dell’adolescenza.
I testi sono un labirinto di riferimenti culturali. Si passa con disinvoltura dai maestri del fumetto internazionale (da Moebius a Go Nagai) a riflessioni filosofiche complesse e richiami alla letteratura classica, trasformando ogni traccia in un enigma da decodificare. L’album non nasconde le fragilità e la convivenza con i problemi fisici (come l’acufene), ma li rielabora. Il messaggio di fondo è luminoso: la sofferenza e l’isolamento possono diventare generatori di meraviglia se filtrati attraverso l’immaginazione.
Un’opera totale che rifiuta categoricamente le logiche dei singoli estivi o degli algoritmi di streaming.
Un viaggio uditivo compatto, dove ogni transizione ha un peso narrativo. L’ascolto è fortemente legato alla componente visiva del fumetto. Senza il supporto cartaceo, alcuni passaggi e intermezzi narrativi rischiano di risultare frammentari o difficili da decifrare per il pubblico occasionale.