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Germi e SIAE presentano: Suoni dal Futuro

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Salvatore Nastasi, Presidente SIAE.

Non è solo un tour. È una dichiarazione d’intenti che parte dai marciapiedi e arriva dritta sulle assi dei palchi più iconici della penisola. Suoni dal Futuro è il progetto triennale nato dalla visione di Manuel Agnelli, in sinergia con il collettivo milanese GERMI – LdC e SIAE. L’obiettivo è tracciare la rotta per la nuova generazione di autori, autrici, musicisti e musiciste, mettendo al centro creatività, diritto d’autore e dimensione live. Ma soprattutto: ricreare aggregazione nei locali e fare in modo che i musicisti tornino a suonare serenamente, costruendo un’alternativa all’attuale panorama musicale.
Il cuore pulsante dell’iniziativa batte in via Cicco Simonetta a Milano, all’interno di GERMI. Qui, lo spazio fondato dal frontman degli Afterhours si trasforma in un laboratorio permanente di scouting: un calendario serrato di 5 serate mensili che vedrà alternarsi oltre 100 band all’anno. Non è una rassegna passiva, ma un percorso di formazione continua dove l’identità artistica viene prima di ogni algoritmo.
Ma la rivoluzione non resta confinata tra le mura di un locale. “Vogliamo ricreare un piccolo microsistema che viva di vita propria. Per cui la cultura e la musica possano girare libere“, sottolinea Manuel Agnelli. Con il Suoni dal Futuro Live Tour, la musica si fa itinerante. Ogni anno, 12 progetti selezionati attraverseranno l’Italia toccando otto città chiave – da Torino a Palermo, passando per Roma, Napoli e Taranto – con un totale di 96 concerti rigorosamente gratuiti. È il ritorno del club come tempio dell’incontro, dove il pubblico può scoprire il talento “a km zero” senza barriere d’ingresso.

Il progetto non nasce dal nulla, ma evolve dall’esperienza di Carne Fresca, la rassegna che nel 2024 aveva già intercettato migliaia di giovani artisti (under 30), portandoli su palchi prestigiosi e in radio. Oggi, quel seme diventa un ecosistema strutturato. Grazie al supporto dell’etichetta Woodworm e alla distribuzione Universal Music Italia, i ragazzi non ricevono solo visibilità, ma gli strumenti reali per navigare l’industria discografica moderna.

I protagonisti del primo atto
La prima tranche del tour 2026 è già ai blocchi di partenza. Dal 10 aprile, i riflettori si accenderanno su sei nomi da tenere d’occhio: Dirty Noise, Dlemma, Grida, Kahlumet, Mars on Suicide e Wayloz. La carovana partirà dal GERMI di Milano per chiudersi il 30 maggio allo Spazio 211 di Torino, attraversando luoghi simbolo come l’Auditorium Novecento di Napoli e il Covo di Bologna.
In un’epoca di musica immateriale, Suoni dal Futuro risponde con la forza dei numeri: 196 esibizioni live totali all’anno. È la prova che la scena emergente italiana ha fame di palchi e, soprattutto, di un futuro tutto da scrivere.

«La musica vive davvero quando nasce libera, autentica e condivisa. Suoni dal Futuro è molto più di un live tour: è un ecosistema che mette al centro i giovani autori e autrici, la loro libertà creativa e il valore delle opere originali. Per SIAE è naturale essere al fianco di Manuel Agnelli e del collettivo di Germi in un progetto che accende i riflettori su una nuova generazione di artisti. Crediamo infatti che il futuro si disegni dall’incontro tra talento, formazione e palchi, come quelli dei club che da sempre sono luoghi di scoperta e confronto. Con Suoni dal Futuro confermiamo il nostro impegno verso una scena viva e curiosa, pronta a esprimersi: sostenerla e tutelarla significa costruire oggi le basi della creatività di domani» Salvatore Nastasi, Presidente SIAE.

«Quando mia figlia ha cominciato a suonare in una band sono andato a vederla più volte nei posti più incredibili. Lei mi aveva parlato di una nuova scena ma io pensavo di trovare dei ragazzini invasati che si dimenavano senza senso e senza contenuti, con la disperazione e la confusione che caratterizza la loro età. Invece ho trovato una miniera di talento. Questi ragazzi suonano veramente bene, strumenti veri, cantano senza autotune e, soprattutto, scrivono le loro canzoni. Scrivono dei loro problemi e delle loro insicurezze, non per sentirsi cool o più fighi degli altri ma per sentirsi meglio con loro stessi, per cercare di convivere con il proprio malessere, per avere un linguaggio che li aiuti a raccontarsi con sincerità e li faccia sentire parte della gente e del mondo, senza doversi adattare alle pressioni che in questi ultimi anni vogliono tutti fighissimi, bellissimi ed infallibili. Dopo anni di io, io, io, finalmente questi ragazzi ci stanno riconducendo ad un senso di comunità e di condivisione che sembrava sparito. Non suonano per avere successo, per la fama, non vogliono medaglioni d’oro, la Porsche e le vacanze a Dubai. Vogliono solo sentirsi meno soli, meno alienati e trovare dei complici che, come loro, non capiscono questo mondo e rifiutano di accettare questa realtà. E poi, più di tutto, c’è tanta musica e tantissimo talento. Noi stiamo cercando di aiutarli a crescere in libertà, senza bruciare le tappe, permettendogli di sbagliare, di confrontarsi, di ricominciare, ma, soprattutto, di vivere il percorso, non solo il risultato. La cosa più bella che ci stanno dimostrando è che non dobbiamo dipendere dal satana dei numeri. Possiamo esistere anche in un altro modo. Questa generazione succederà. Comunque. Perché è la prima che starà peggio dei propri genitori e perché ha la necessità di trovare un’identità che sia sincera, dopo anni di pantomima. Hanno una forza straordinaria, suonano dovunque e comunque perché è questa la loro ragione di vita. Sono una grande occasione per tutti noi. Ce la stanno mostrando e ce la stanno regalando. Noi non vogliamo perderla» Manuel Agnelli.

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